CONSAPEVOLEZZA
La consapevolezza è un'ascia pesante che spacca teste e pesa sulle spalle. Se questa vita è una leggenda i pezzi che vedi sparsi qua e là sono solo frammenti di un sogno infranto, di tanti sogni infranti.
Le armature che ci mettiamo addosso la mattina e la sera e il pomeriggio sono solo i segni evidenti e colorati delle nostre pazzie. Le paure infrante come sassi nei laghi creano cerchi di esistenza che si toccano e si espandono, ma mai lasciano passare. Urti, urli, scontri, incontri tra cerchi e tra esistenze. Il casuale incontro di atomi messi lì a caso dal caso della Vita crea casualmente esistenze, esseri che poi forse sopravvivono o forse no. Speranze rotte nel tempo e dal tempo, uomini invecchiati nel nulla, si sono fermati mai ma neanche sono esplosi. Il Caso della Vita è così banale e così complicato che non si può prendere al volo non si afferra ma neanche lo lasciamo sfuggire. Senza di esso siamo perduti, ma tutte le nostre forze energie sprecate nella ricerca della sistemazione del Caso ci fanno sentire vivi. La Nostra Vita allora ci appartiene, ci prendiamo cura dei Nostri Bisogni come piccoli cuccioli indifesi, ci accorgiamo solo troppo tardi che tutto è finito, è solo uno strano gioco per ingannare il tempo, per giungere forse prima di altri alla meta. La Morte. Fine di tutto? o soltanto disinganno ultimo da cui non si sfugge, nessuno? E' un gioco d'azzardo in cui tutti i giocatori sanno che finirà, che la partita è breve, che è solo un diletto per dilettarsi e sentirsi indaffarati su questa stupida terra. Ma tutti i giocatori sanno che è falso, se lo sono inventato e se lo inventano ad ogni minuto per crederci ancora. Altrimenti che gioco sarebbe? Il divertimento consiste allora in una serie di codici estranei a tutti noi, che qualcuno o più d'uno hanno individuato e non stabilito, sarebbe troppo facile decidere per altri stabilire delle regole, ma una volta intravisti dei sensi codificabili per grandi potenze, si sono creati stati d'animo all'ennesimo valore di loro stessi, le menti più alte ed evolute hanno inteso poter diffondere cultura ed arte e messaggi poco formativi per inchiodare le menti meno evolute e quelle più pure. La Dittatura del Verbo sta imperando ovunque, le immagini sono soltanto dei mezzi di potere, le parole dei codici per codificare esseri ed essenze. La libertà che la parola in sé creava è svanita nell'abbondanza di parole, la Letteratura non occupa più un posto meraviglioso in cui fuggire per trovare la libertà da un mondo scoppiato e scoppiante. La libertà totale e seminata ovunque non può che portare all'annullamento di ogni segnale di vita, alla perdita di libertà condizionata da se stessa. Solo le regole creano spazio e spaziature necessari per espandere i propri codici personali. Neanche l'anarchia più pura può galleggiare in un nulla libero e costrittivo come quello odierno. Penso si annoierebbe. La Dittatura del Pensiero è arrivata. Difficile è combatterla, perché se ne vedono solo i mezzi, non le fonti, non le menti che la pensano e l'hanno pensata: loro si nascondono bene, anzi benissimo. Quelli che vengono avanti sono solo zimbelli denutriti che agiscono di conseguenza. Non si possono attaccare, pena la soddisfazione di Quelli Che Pensano. Il grandefratello è in agguato, ma si è ridotto a una stronzata legalizzata, con tanto di statistiche e fans urlanti. Almeno Hitler e Stalin avevano il coraggio di mettere le loro brutte facce sui manifesti e di farsi riconoscere. Sono diventati dei comici in confronto ai Dittatori del Pensiero. Loro avevano leggi e regole in cui credevano, al di là del destinatario dei vantaggi. Nella Dittatura del Pensiero non c'è che vuoto di violenza e crudeltà, c'è solo assenza di forza e decisone. Solo i soldi, neanche più il potere conta. E i soldi sono numeri, sono niente una volta contati, mentre il potere era un Concetto nel più alto valore del termine, finito usurato scartato e reso inutilizzabile da una massa di incapaci che si sentivano soli e si sono voluti vendicare con il Mondo. Perché se sono nati la colpa è del Mondo non delle troie delle loro Mamme, che li hanno fatti e non avevano niente di meglio da fare nella vita, non sapevano chi erano e cosa ci facevano al mondo e hanno così deciso di diventare Madri. Che errore, care ragazze, cercare negli altri ciò che si è. Siete diventate solo le Generatrici della Dittatura del Pensiero, perché non sapevate dire a vostro figlio chi eravate, ne' chi era lui. Ecco allora l'assenza di senso e di significato in quello che i vostri figli hanno fatto, prima a voi, poi a noi. Ma non si possono uccidere le Madri per punire i Figli, né si poteva però uccidere il pensiero per generare la consapevolezza di se stessi e delle proprie azioni.
Le armature che ci mettiamo addosso la mattina e la sera e il pomeriggio sono solo i segni evidenti e colorati delle nostre pazzie. Le paure infrante come sassi nei laghi creano cerchi di esistenza che si toccano e si espandono, ma mai lasciano passare. Urti, urli, scontri, incontri tra cerchi e tra esistenze. Il casuale incontro di atomi messi lì a caso dal caso della Vita crea casualmente esistenze, esseri che poi forse sopravvivono o forse no. Speranze rotte nel tempo e dal tempo, uomini invecchiati nel nulla, si sono fermati mai ma neanche sono esplosi. Il Caso della Vita è così banale e così complicato che non si può prendere al volo non si afferra ma neanche lo lasciamo sfuggire. Senza di esso siamo perduti, ma tutte le nostre forze energie sprecate nella ricerca della sistemazione del Caso ci fanno sentire vivi. La Nostra Vita allora ci appartiene, ci prendiamo cura dei Nostri Bisogni come piccoli cuccioli indifesi, ci accorgiamo solo troppo tardi che tutto è finito, è solo uno strano gioco per ingannare il tempo, per giungere forse prima di altri alla meta. La Morte. Fine di tutto? o soltanto disinganno ultimo da cui non si sfugge, nessuno? E' un gioco d'azzardo in cui tutti i giocatori sanno che finirà, che la partita è breve, che è solo un diletto per dilettarsi e sentirsi indaffarati su questa stupida terra. Ma tutti i giocatori sanno che è falso, se lo sono inventato e se lo inventano ad ogni minuto per crederci ancora. Altrimenti che gioco sarebbe? Il divertimento consiste allora in una serie di codici estranei a tutti noi, che qualcuno o più d'uno hanno individuato e non stabilito, sarebbe troppo facile decidere per altri stabilire delle regole, ma una volta intravisti dei sensi codificabili per grandi potenze, si sono creati stati d'animo all'ennesimo valore di loro stessi, le menti più alte ed evolute hanno inteso poter diffondere cultura ed arte e messaggi poco formativi per inchiodare le menti meno evolute e quelle più pure. La Dittatura del Verbo sta imperando ovunque, le immagini sono soltanto dei mezzi di potere, le parole dei codici per codificare esseri ed essenze. La libertà che la parola in sé creava è svanita nell'abbondanza di parole, la Letteratura non occupa più un posto meraviglioso in cui fuggire per trovare la libertà da un mondo scoppiato e scoppiante. La libertà totale e seminata ovunque non può che portare all'annullamento di ogni segnale di vita, alla perdita di libertà condizionata da se stessa. Solo le regole creano spazio e spaziature necessari per espandere i propri codici personali. Neanche l'anarchia più pura può galleggiare in un nulla libero e costrittivo come quello odierno. Penso si annoierebbe. La Dittatura del Pensiero è arrivata. Difficile è combatterla, perché se ne vedono solo i mezzi, non le fonti, non le menti che la pensano e l'hanno pensata: loro si nascondono bene, anzi benissimo. Quelli che vengono avanti sono solo zimbelli denutriti che agiscono di conseguenza. Non si possono attaccare, pena la soddisfazione di Quelli Che Pensano. Il grandefratello è in agguato, ma si è ridotto a una stronzata legalizzata, con tanto di statistiche e fans urlanti. Almeno Hitler e Stalin avevano il coraggio di mettere le loro brutte facce sui manifesti e di farsi riconoscere. Sono diventati dei comici in confronto ai Dittatori del Pensiero. Loro avevano leggi e regole in cui credevano, al di là del destinatario dei vantaggi. Nella Dittatura del Pensiero non c'è che vuoto di violenza e crudeltà, c'è solo assenza di forza e decisone. Solo i soldi, neanche più il potere conta. E i soldi sono numeri, sono niente una volta contati, mentre il potere era un Concetto nel più alto valore del termine, finito usurato scartato e reso inutilizzabile da una massa di incapaci che si sentivano soli e si sono voluti vendicare con il Mondo. Perché se sono nati la colpa è del Mondo non delle troie delle loro Mamme, che li hanno fatti e non avevano niente di meglio da fare nella vita, non sapevano chi erano e cosa ci facevano al mondo e hanno così deciso di diventare Madri. Che errore, care ragazze, cercare negli altri ciò che si è. Siete diventate solo le Generatrici della Dittatura del Pensiero, perché non sapevate dire a vostro figlio chi eravate, ne' chi era lui. Ecco allora l'assenza di senso e di significato in quello che i vostri figli hanno fatto, prima a voi, poi a noi. Ma non si possono uccidere le Madri per punire i Figli, né si poteva però uccidere il pensiero per generare la consapevolezza di se stessi e delle proprie azioni.
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