lunedì 30 gennaio 2012

Esiste un posto sulla terra che si chiama Amsterdam.

Amsterdam. Riesce a proiettarti in un altrove di cui senti che ti piacerebbe far parte, per capire, per imparare, per stare bene.
Una fiaba moderna, in cui il fluire ha un senso tutto suo ma a portata di ognuno.
Un tempo fermo e rinchiuso in quel luogo, sospeso dal suolo, che fluttua e ti porta a fluttuare. Senza strappi senza troppi sorrisi con semplicità. La serenità che si legge sui volti delle persone è rara e preziosa, anche l'invecchiamento ha una sua dignità con spudoratezza.


La diversità nell'omologazione rende tutta la varietà dello spirito, la fantasia umana, lo spazio mentale ampio in cui si può vivere. Si presenta da subito come una possibilità, ti gira intorno, ti rincorre e ti precede e, come un folletto, è buona ma vuole essere trattata bene.
Il silenzio di cui questa città vive ti avvolge tutto intorno a volte riesci a farlo entrare ma il nostro corpo non è abituato e tarda a trattenerlo.
I volti belli, bellissimi, di tutte le età, che mostrano una spregiudicatezza pacata, sono il segno di un vivere di maniera, di beltà, di quiete interiore. Quella quiete per esempio che a New York si stenta a trovare, nonostante la stessa bellezza e una grande magìa ovunque. Ma la pace interiore fa una gran differenza. La pelle è stesa i sorrisi affiorano facilmente ma senza esagerare la complicità tra le persone del luogo è grande. Da estraneo ti senti a volte un po' indesiderato. Ma poi scopri una gentilezza improvvisa inaspettata ed abbastanza inusuale, e torna il sorriso.
Orientarsi nei canali appare ostico, ma dopo un po' che si mastica l'alsfalto lasciandosi portare dall'orientamento vago e trovando qualche punto di riferimento – che presto si palesa spontaneo – si riesce ad ascoltare il percorso, e si fluisce con l'acqua seguendo la luce in una macroscopica piccola fiaba.

Immersi nel giallo fioco di quella vita, silenziosa e raccolta, da folletti dei nostri giorni.

Le sensazioni ondeggiano in questa città di pace. Se ne vanno spesso dove vogliono loro, ti portano con sé o ti lasciano lì da sola a cercare riparo. C'è qualcuno che si muove intorno a te quando divaghi per i vicoli o attraversi i ponti, si fa luce a volte, oppure dettaglio sorprendente: è la fantasia che svolazza, nell'aria nell'acqua nel suolo.
E' la libertà di pensiero che porta ad esprimersi con serenità, dicendo semplicemente quel che si sente di dire e come ci appartiene di più, nel rispetto dell'altrui libertà espressiva.
E' la serenità interiore che ti porta ad accogliere la diversità con un mazzo di fiori sotto braccio.
C'è un passaggio continuo di spiriti in quelle piazze grandi e piccole vie, a volte sono preceduti dal suono di un campanellino Drin Drin a volte un suono come di ferraglia o anche un respiro affannato eppure silenzioso. Mai sguardi mai occhi negli occhi, se non da vicino. Mai gesti inconsulti, mai fuori dalle righe. C'è tutto il tempo per fare le cose con serenità, anche se magari si va veloci in bicicletta.
Il cielo sorprende continuamente, un po' come a Melbourne - butta acqua all'improvviso, ghiaccia i nasi poi magari fa spuntare il sole e le nuvole corrono velocissime - e ti spiazza nell'abbigliamento e nell'umore cambiando spesso senso alla giornata. Non facile abituarsi, non c'è da capire solo da esperenziare direttamente. E vestirsi a cipolla. Oppure farsi temprare dal clima nordico ed imparare a gestire bene il freddo e il caldo.
Raro equilibrio, chissà forse una volta trovato si può procedere più spediti. Forse si può imparare ad Amsterdam.

Nessun commento:

Posta un commento