lunedì 25 luglio 2011

GITA ALLO ZOO | ZOO TIME

Partita dall’Italia con l’obiettivo finale di farsi la foto con un koala, ti invitano per l’appunto a una gita allo Zoo di Brisbane, probabilmente il più grande d’Australia.
Un percorso obbligato – per cui già all’inizio smetti di preoccuparti di dove andare – pensato per aprirti una sorpresa dietro l’altra: e funziona, anche. È coinvolgente , ti rapisce, a volte rimani in estasi di fronte a un animale magari inaspettato o un fiore multicolore.
Ogni tanto butti un occhio ai cartelli e son tutti uguali: regole e divieti.
Tutti dormono, in questo giardino, tutti sono fermi





i canguri distesi come signorine sul prato



i koala appollaiati sugli alberi



la coccodrilla      con le ciglia lunghe lunghe















gli uccelli che sembrano di un altro pianeta da quanto sono belli e strani e multiformi, anche se fanno le stesse cose di tutti gli altri uccelli
I canguri si possono avvicinare e accarezzare liberamente, e la sorpresa sorprendente è la loro morbidezza! Per Mr. Koala, invece, si segue una fila ordinatissima e silenziosa - a parte quella piccola italiana bionda che non si capisce perché si agiti tanto, sta solo per toccare un koala!
Quando è il tuo turno, sali lo scalino cercando di essere più diligente possibile ma già sei fuori binario - non ci puoi fare nulla, sono binari che non vedi non riconosci quelli australiani - e accarezzi, non senza fanciullesca emozione, nel punto esatto dove ti dicono che puoi accarezzare quel povero impassibile koala. Il ragazzo dello zoo ti osserva, attenta! Ma il tuo istinto primordiale di ricerca del linguaggio della natura ti fa scivolare la mano sulla zampina della bestiola prostituita, perché tu vuoi sentirlo quell’animale, non soltanto strusciargli il pelo, e allora… “NO! On the back I said!”  ti intimano subito, e la magia si rompe. Peccato, mi consolerò con la foto che mi sono fatta fare, raccomandandomi in tutti i modi che sia bella ’perché è importante per me la foto col koala’.
Bene, esperienza koala finita, il tempo stabilito è scaduto come nei migliori tour organizzati. Andiamo a vedere allora gli uccellini, che si rivelano subito bellissimi con vestiti sgargianti e di infinite fogge e incredibile, nemmeno loro fanno confusione… saranno uccellini silenziosi sicuramente ben educati alla seriosa civiltà australiana. E comunque non volano, c’è una rete sopra di noi, alta altissima ma c’è una rete. Si accontentano quindi di svolazzare, e noi di vederli svolazzare. 
Poi, chissà come, magicamente misteriosamente, mi perdo. Perdo i miei accompagnatori - eppure qui non possono succeder queste cose, mi dico, il percorso è obbligato… e come sempre il mio disagio negli iter strutturati indicati prederminati, per la mia natura sfortunatamente contorta, mi porta fuori dalle rotte… e allora, finalmente a mio agio, inizio a vagare, ritrovo un po’ il mio passo, il mio sguardo riapre a se stesso. Ancora canguri, sono ovunque, e adesso che sono sola con loro provo a parlargli e penso quanto sarebbe bello giocarci, ma loro n on ne hanno alcuna voglia, è evidente, e se ne restano sdraiati su un fianco  a sonnecchiare all’ombra. 
Trovo un trio d’elefanti rossi con le guide e me li guardo passare davanti, scortati come se fossero pentiti mafiosi: non c’è assolutamente il tempo di scambiarci due parole, così, quando sono passate le ultime due zampe, mi metto in coda per fare una foto a quei giganteschi deretani di stoffa grinzosa...


“You can’t stay there!!” 
mi urlano di nuovo e … ma tu non eri a dirigere le visite a Mr. Koala?!? Accidenti, questo ragazzo oggi se la vede proprio brutta con questa straniera che gli mette tutto sotto-sopra…
Sfumato il momento di imbarazzo, cerco di togliermi dalla vista del povero guardiano e seguo comunque gli elefanti, da lontano stavolta, per capire dove vanno: tanto io non ho meta in questo momento, la mia meta sono gli animali dell’Australia. In poco tempo, passando da viali d’alberi, si arriva a un’apertura inaspettata nel cielo: uno stadio, sì, uno stadio nello zoo. Sorpresa da uccelli giganteschi e coloratissimi che volano d’improvviso in cielo, via dalla stadio, sento scrosci d’applausi e cerco un ingresso mentre una voce stra-amplificata presenta i numeri dello show che sta per iniziare. Dopo un maldestro tentativo di entrare, ovviamente per sbaglio dall’ingresso disabili, vengo categoricamente rimandata indietro e riesco a raggiungere l’interno dello stadio quando inizia l’esibizione del coccodrillo ammaestrato. E’ troppo per me, non me la sento, e me ne vado con la coda tra le gambe.
I miei mogi accompagnatori mi ritrovano dopo lunghe manciate di minuti in un piccolo gazebo-portacenere: l’area fumatori, da cui, strano a dirsi, non ti viene assolutamente spontaneo uscire con la sigaretta accesa ... sembra quasi di vivere l’esperienza del bunueliano Angelo Sterminatore. Mi dicono che è l’ora della foto col koala, non si può tardare è lontano da qui e l’appuntamento è alle 15.00 si deve andare… e io penso 'Ah! Il mio obiettivo!’ ma poi, sconsolata, preferisco tornare a casa, è troppo, non me la sento, mi sembra di dover andare dal dentista e lascio che quel povero koala abbracci una persona in meno per tornare più presto ai suoi sogni d’eucalipto…

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