martedì 26 luglio 2011

quando c'erano gli alberi

Stavo lì e osservavo gli alberi.

Milleuno milledue milletre e passava tutto e il sorriso sbucava contento dalle labbra. Com'era bello, com'era vivere. I piedi nell'erba con le unghie rosse laccate che occhieggiano simpatiche nel verde come fossero una cucciolata di fiori. Gli uccellini che vengono a fare colazione a un passo si fermano e guardano curiosi questo nuovo visitatore. Silenzioso, anche se insolito. Sorridente, sembra innocuo. Viene in pace, sì, lo dice il suo alieno. Perché gli uccellini li vedono gli alieni della gente, ci sono quelli un po' più crudeli che gli sparano quelli egoisti che li mettono in gabbia ma ci sono anche gli alieni buoni quelli con cui puoi fare due chiacchiere. A volte hanno la cresta gialla e gli occhini bleu.  

E sopra gli alberi il cielo, a volte celeste a volte azzurro scuro, a momenti anche rosato. Il cielo che rincorri tra rami agitati e nuvole di corsa.
E passava tutto, così in un istante con la meraviglia della sensazione e lo stupore incantato dell'effetto di sedersi in mezzo all'equilibrio, di stare nel centro: di essere equidistante, insomma. Una sensazione di perché, come una risposta alle domande che tamburellano nella testa e che tanto lì rimangono, una cosa che se potessi viverci saresti a posto.
E poi ancora e ancora, guardarli respirarli cercare di muoversi con loro. E sono sempre diversi quei rami che cozzano si intrecciano sembra sempre che stiano litigando invece chissà che si dicono....io due parole ce le scambio, secondo me hanno voglia anche loro di fare due chiacchiere e son sicura che hanno un sacco di cose da dirmi e anche da chiedermi. 
E allora si parla di cose della vita, loro riescono a spiegare cose che dette da altri suonano complicatissime, ti fanno sentire la semplicità dell'essere che volendo prescinde dallo stare. Ma bisogna essere bravi, dicono anche. Pare che oggi sia una giornata piena di elettricità nell'aria è per questo che loro si muovono così tanto: per catturarla succhiarla dal cielo fin dentro la linfa.  Dicono che sia una sensazione eccitante – elettrizzante! - dico io, e me la rido a crepapelle ma loro non capiscono e mi guardano perplessi. Però in fondo sono contenti, perché i sorrisi li riconoscono, e ammiccano dall'alto per le mie risate chiassose. Secondo me sono contenti anche quando vedono che ho gli occhi lustri, loro sanno perché. Sanno anche che gli occhi lucidi vengono agli esseri che hanno un cuore, che sanno sentire. Quelli vivi dentro.

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