venerdì 5 agosto 2011

ecco perché

Quella donna mi ha detto che non mi riconosceva più.
Non sei più tu, Isabella – mi ha detto. Lei rideva, e io ridevo con allegria, giocavo e scherzavo con tutti. Le ho detto non ci vedo più da quest'occhio, quello sinistro. A quanto pare è suonata come una cosa preoccupante. Eppure chissà io cosa intendevo dire.
Mi guardano con visi incerti, però lo fanno col sorriso e io come un bimbo che legge tutto e niente e non vede le sovrastrutture, penso che vada tutto bene. Però è strano e non capisco tutto. Non riconosco neanch'io.
Sfuggo e mi sfuggo con una maestrìa che, ancora una volta, non mi riconosco. Però mi pare di vedere scie luminose intorno a questa gente e io non so cosa dico. E' come parlare in un sogno recitare un dialogo che sfugge effimero perché antecedente all'hic et nunc...
Ah!
Mi torna alla mente solo adesso. Prima VIVEVO di film e l'hic et nunc era un perpetuum con i film che si facevano, si viveva più spesso dentro quelle storie quei colori quelle scene, quei suoni, che non nella vita parallela, normale. Una eccitazione continua che brucia e ti fa sentire viva a mille.
Ed era estremamente difficile uscirne, ci voleva uno strappo oppure tanto tanto tempo. Il tanto tempo è passato. Gli strappi non sono avvenuti. Ho dovuto strappare io.
Quella cortina che ti divide dal mondo che fluisce accanto a te, quel velo che si crea a volte anche cementato tra te e le persone che hanno un lavoro, che fanno i genitori, che guardano la televisione; che hanno amici che hanno un lavoro, che fanno i genitori e guardano la televisione. E i lavori sono tutti diversi, i bambini tutti simili e la televisione li accomuna. Quasi indistintamente, viaggiano e fanno vacanze con regolarità.
E' strano vedere il mondo dall'altra parte, dopo tanti anni è strano. Incuriosisce, si scoprono mille piccole cose nuove alcune insospettate, è una continua sorpresa. E' vero, non si sentono le spinte le gomitate ma neanche l'adrenalina la magia le emozioni una sull'altra la violenza della passione delle passioni. Qui è tutto smooth.
Il film, però. Il film è una magia. A volte una magia nera. Ma spesso un'eruzione di bello-liquido che si rovescia sulla gente su chi lavora crede e viaggia con te in direzione fantasia. Universo parallelo. Chi ha potuto pensare un film come L'Angelo sterminatore?!? uno che viveva di là, dall'altra parte della cortina cementata.
Ed è facile dire, una volta usciti da lì, che è solo in quel mondo e in quel modo che si possono fare i film. Non ci sono alternative, né vie di mezzo. Questo intendevo forse quando parlavo di scelta assoluta, un tempo.
Mi sembra tanto tanto tempo fa, sì proprio quel tanto tempo fa.
Però  sentirsi insolita adesso che non lo sei, ascoltarsi e non capirsi, pensare al non essere riconosciuta da quella donna che ti ha visto regolarmente almeno due volte l'anno per più di vent'anni, riporta tutto a una sua dimensione. Sapersi agli occhi dell'altro per la prima volta 'normale, molto più normale di altri', ha un effetto spiazzante. Col sorriso da una parte, un po' increspato.
Usciti di là, dal mondo dei film, si è diversi. C'è una vita propria, al di fuori della magia della messinscena, che esiste nonostante te. E che esisteva comunque, nonostante te. Questo non fa sentire l'assenza della potenza: a volte con un paio di scarpe regalate e una tazza gigante di gelato si sente la vita scorrere, si sente la leggerezza della linfa pulita che passa dentro, si sta in una dimensione più semplice meno potente sicuramente meno impegnativa. E credo che sia una bella scoperta, soprattutto l'aver scelto di saltare a piè pari da quell'universo immenso e pieno a questa vita dignitosa e semplice.
Anche se, pare strano a dirsi, ma mi è sembrato sempre più facile dare un ciak che comprare un paio di scarpe.
Ecco perché. 

2 commenti:

  1. Ma perché non riesco a inserire un commento? C'è un limite di caratteri?

    RispondiElimina
  2. non so, giampiero. cerco di rispondere al tuo commento, poi ricevuto via mail, nel prossimo post: scintille e fusioni. non facile rispondere tantomeno tentare di spiegare. spero che qualcosa ti arrivi... a presto, un abbraccio

    RispondiElimina